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Quando l’amore va oltre

25/10/2010
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Marino e la sua carrozzella
sono inseparabili ormai
sorride, avanza con le braccia
te lo trovi dietro e non lo sai
Marino che al suo compleanno
avrà 30 candele
Marino che da più di un anno
S’è innamorato di Adele.
……
L’amore va oltre
i giorni che vivranno
le scelte che faranno.
L’amore va oltre
il buio che non sai
la luce che non hai.

Gatto Panceri- L’amore va oltre

Scrivo velocemente prima di scappare a lezione perchè, dato il mio alto tasso di rincoglionimento, ho paura di dimenticare.

Più che scrivere vorrei far parlare le immagini di un cortometraggio che, da quando ho conosciuto il regista (Francesco, ovvero il fratello della Farnocchia #2) è entrato ufficialmente nella mia classifica personale di “God save the Director”, ovvero perchè la cinepresa in generale dovrebbe essere Patrimonio dell’Umanità.

Prima però devo spiegare il perchè di questo intervento solo ora: qualche settimana fa è uscito “Una sconfinata giovinezza” di Pupi Avati, dove appunto una grande storia d’amore riesce ad affrontare e “superare” un male come l’Alzheimer; mi sono ripromessa di andare a vederlo (anche se ancora non ho trovato uno, dico uno, accompagnatore), ma nonostante tutto sono a conoscenza delle “polemiche” che qualche giornali sta ha voluto creare su questo film. Il perchè? semplice: il cortometraggio di Francesco ha la stessa tematica di base…

Un caso? Non lo so. Io non sono qui per fare della criticia od esporre un mio giudizio; voglio solo farvi conoscere questo mondo in cui la malattia ti obbliga a vivere Ogni Giorno e far divulgare il pensiero che sta alla base di entrambi i registi….l’amore supera tutto, anche il tempo che torna sempre indietro..e questa certezza va divulgata!!

Vi lascio al cortometraggio “preso” direttamente dal canale di youtube del regista (che fa anche corsi di regia..se può interessarvi).  ;)


PS: Anche la canzone che fa da incipit tratta una disabilità “sconfitta” dall’amore..ma questa (come direbbe Lucarelli) è un’altra storia.

SCAPPO…CIA!

24 commenti leave one →
  1. Bob permalink
    25/10/2010 13:28

    ce ne è un’altro bellissimo di corto (scopro adesso che nn è un corto, ma un lungo)..intitolato “Onde”…poi con calma visionerò il tuo intanto ti lascio il link a “Onde”—->http://www.cinefile.biz/?p=2729

    Ciao!

  2. 25/10/2010 14:47

    bel tema, questo… ho sempre pensato che solo chi ti ama davvero può continuare a starti accanto, ad amarti e non solo a volerti bene, dopo un grave incidente o una malattia che ti renda invalido

  3. Bob permalink
    25/10/2010 14:51

    Sì, però non è neppure da condannare se a lasciare è colui che non è invalido…

    • 25/10/2010 19:43

      Uno potrebbe pensare a vigliaccheria..lavorando nella sanità ne vedo di tutte i colori; si pensa subito che il coraggio in questi casi si d’obbligo.
      Ma penso che il coraggio ti viene col tempo, dopo aver razionalizzato e compreso l’avvenimento…ed a volte nemmeno così arriva!

  4. 25/10/2010 20:10

    Anche io vorrei andare a vedere quel film, se fossimo più vicine ti accompagnerei🙂
    Stupendo il video che ci proponi.
    Non è facile perchè siamo umani e deboli, ma se continuiamo ad avere fede nell’Amore che ci lega all’altro, possiamo trovare la forza per non abbandonare l’amato afflitto dalla malattia.

    Anche “The Notebook” (trad. italiana “Le pagine della nostra vita”) è un meraviglioso film su questo tema.
    Ciao!

  5. 25/10/2010 20:41

    Ti dico subito che IO VENGO CON TE AL CINEMA!
    e ti dico pure che stasera mi rivedo “le pagine della nostra vita”..
    Il corto e i versi di Gatto Panceri sono veramente di grande spessore! Toccano nel profondo!
    allora: ci andiamo o no al cinemO?

  6. Bob permalink
    26/10/2010 00:38

    Adesso vedrò il corto!…ma a parte il coraggio, è che le cose potrebbero cambiare come no:…dipende…tutti possiamo cambiare in conseguenza di qualcosa del genere; spesso anche per delle cose minori, le esperienze qualsiasi di vita possono ( e non solo nel caso indicato) produrre cambiamenti e le persone cambiano e si possono anche lasciare, al di là dell’invalidità o meno. Io la vedo così. Se entriamo nello specifico di ogni storia sentimentale che finisce, troveremo ..cosa? Dei cambiamentiii….ahahahaha basta..sto in loop!🙂

  7. Bob permalink
    26/10/2010 01:08

    Bello, Farnocchia! Un bel corto…Venerucci mi pare (ma mi pare, eh?..🙂 abbia attiva la collaborazione con Momo. Il film di Avati volevo vederlo anche io, come te nn avevo trovato compagnia quel giorno che volevo andarci…vabbé ma questa è un’altra storia😉 Certo che l’amore è bello!, mi piacerebbe però che si trovasse la forza, il modo, di farlo sgorgare anche al di fuori della coppia; grande Delle Piane e sempre bella la Sandrelli. Good Night Miss Farnocchia! 🙂 ciao

  8. 26/10/2010 13:51

    Il tema è particolarmente delicato. E straordinariamente difficile.
    Io non so se ce la farei. O meglio, sì, rimarrei vicino a una persona amata questo sì. Ma non credo che, se capitasse il contrario, vorrei che un mio familiare sacrificasse la sua vita per me.
    Fosse anche mia madre.
    Fosse anche mio marito.
    Peggio ancora se si trattasse solo del mio fidanzato.
    Vorrei che si rifacesse una vita. Credo.

    Non so, certe situazioni non sono giudicabili dall’esterno…

    Coooomunque. Il corto è meraviglioso. Il film di Avati dovevo andarlo a vedere col moroso, ma non ero dell’umore giusto. Provvederemo anche a questo!

    • 26/10/2010 14:32

      Ripeto, lavorando con disabili vedo di tutto: dall’egoismo più sfrenato affinchè il malato (anche se ridotto ad un vegetale) si faccia assistere dal mondo non facendo vivere a pieno chi gli è intorno (possibilità che lui magari ha avuto in passato), a quello che vedi sempre solo perchè, per paura di pesare su chi amava, ha chiuso i rapporti.
      Purtroppo non sia mai cosa ti passa per la testa in quei momenti…io spero di non scoprirlo mai!

  9. 26/10/2010 15:57

    molto bello! se permetti, tra qualche giorno, lo riporterò nel mio blog.

  10. francesco felli permalink
    26/10/2010 18:30

    mmm….comunque io l’ho sempre definito un film non sulla malattia ma sull’amore🙂

  11. Bob permalink
    26/10/2010 18:55

    Augh!

  12. 27/10/2010 00:22

    “Una sconfinata giovinezza” mi ha attratta fin dalla prima volta in cui ne ho sentito parlare… In primo luogo per la “passione sconfinata” che nutro per Bentivoglio, poi per il grandissimo Pupi Avati…magari un po’ meno per Francesca Neri… che tuttavia nel trailer è veramente brava…. Insomma c’erano tutte gli ingredienti ma……….NON CREDO DI FARCELA! Un amore così “sconfinato” può far emergere domande scomode, considerazioni dolorose…. “cose” che una preferisce lasciare sotto la soglia del consapevolezza!!!
    Vedi cosa si deve fare per sopravvivere….?🙂

    • 27/10/2010 10:44

      Non pensare per sopravvivere…penso che non sia tu la sola a fare questo tipo di ragionamenti (in certi versi mi unisco anche io a questa filosofia di pensiero)

  13. 27/10/2010 17:11

    mannaggia che corto stupendo… è sull’amore… non sulla disabilità… commovente davvero!

  14. 31/10/2010 04:37

    ohh..
    che tenerezza questo corto!
    bellissimo, però.. ed è riuscito a presentare una malattia infida e oscena come l’alzheimer in una fonte di poesia.
    ha anche una fotografia splendida.

  15. francesco felli permalink
    02/11/2010 19:55

    🙂

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