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Tira più un pallone di cuoio che..

17/10/2010

Lo ammetto la frase che ho usato e modificato per il  titolo non era proprio così; diciamo che era un po’ più rozza, ecco! Ma a me proprio non serviva per far rendere l’idea.

Scrivo di getto (e in comode rate data la mia improvvisa assenza da casa oggi pomeriggio per “doveri coniugali”), senza pensare esattamente ad un fine, ma non so per quale arcano motivo neurologico, la domenica dopo pranzo inizio a ragionare sui perchè della vita (o mi addormento mentre vedo la formula1 col Secchione, ma questa è un’altra storia).  Oggi è la giornata dei ricordi, ovvero delle domeniche passate; i ricordi si accavallano ma fondamentalmente girano tutti intorno ad una cosa rotonda che, per quanto se ne possa dire, fa girare in nostro paese da più di cent’anni: il pallone!

Ricordo quei pranzi interminabili e casa di mio nonno o dai miei zii a Casal Palocco quando eravamo davvero TUTTI e non bastava una sala per farci pranzare tutti insieme. Ricordo le scampagnate e quella voglia di correre che ora è diventata inversamente proporzionale al mio essere. Ricordo i pranzi veloci e i panini preparati al volo da mamma e poi tutti in macchina in mezzo al traffico della tangenziale..  E ricordo l’attesa, l’ansia, i colori, gli urli, i clacson, la marea di persone, le famiglie, i gruppetti di amici.

Ricordo l’emozione la prima volta che ho fatto quelle scale, il boato che si faceva sempre più forte.  Ricordo la mia faccia alla visione di quell’immensità che era lo stadio! Ricordo la mia prima volta…e ricordo benissimo che avevamo vinto!

Ecco, a conferma che sono un maschio mancato questo è esattamente quello che penso del calcio.  Per me è gioia, è divertimento, è condivisione, è una valvola di sfogo ma soprattutto è UN GIOCO… ovvero quello che ormai non è più da molto tempo.  Tra miliardi che girano come fossero caramelle e pazzi repressi che si sentono “un sacco fichi” a tirare calci ad un muro/distruggere PERICOLOSISSSSSIMI cassonetti/inneggiare ad un qualcosa che nemmeno loro conoscono perfettamente/tirare botti e fumogeni prima che gli salti una manina  è diventato tutto un grande schifo.

Ma vi pare giusto che una madre deve stare in pensiero se il figlio adolescente vuole andare a vedere la sua squadra allo stadio? Se una moglie deve vivere col magone perchè ha paura che il marito si ritrovi in mezzo a qualche scontro? Se io non posso andare in piena libertà allo stadio perchè ora ti rivoltano con un calzino, ti controllano 6178436volte la carta d’identità e ti fanno levare il tappo alla bottiglia dell’acqua perchè ” non si sa mai” (ci manca solo che ti chiedano le analisi del sangue, quello della prostata e l’ISEE  poi stiamo apposto)?

Poi c’è anche da dire che lo stadio è una grandissima valvola di sfogo; povero lo sfigato che quella maledetta domenica mi è capitato accanto (e la vignetta qui a destra rende molto bene l’idea). E’  un luogo dove non importa chi sei e cosa fai nella settimana; lì tutti sono uguali, si affiancano, urlano e si abbracciano..uomini, donne, vip, giovani, anziani. Il pallone ti unisce e per 90° ti dimentichi dei tuoi problemi.

Lo so che per molti può sembrare una cavolata, ma che ci posso fare se sono una delle poche donne appartenenti alla specie “so cos’è il fuorigioco”?  E poi io non parlo del calcio di cui parlano al tg… io parlo del calcio genuino, quello di una volta dove allo stadio trovavi le famiglie, i gruppetti di amici, i fidanzati… Quello che mi piace vedere e vivere!  E  forse è proprio per questo che mi sono ritrovata molto nella descrizione fatta da Walter Veltroni nel suo romanzo su una sua “domenica allo stadio”; bhe, vi lascio alle sue parole, io mene vado sul letto a vedere la Littizzetto su RAI3!

.. Il programma prevedeva che si andasse a vedere la partita di calcio. Quello che mi piaceva di più era il pranzo consumato in fretta. Quasi in piedi. La sensazione che qualcosa di più grande era alle porte e che anche mangiare  fosse una perdita di tempo. C’era l’eccitazione dell’attesa. La partita poteva anche non svolgersi, per me. Mi bastava l’emozione da togliere il fiato di quel grande prato verde e quella migliaia di colori.  Il momento più entusiasmante era  quando si salivano le scale  che consentivano l’accesso alla tribuna. Si cominciava a sentire  il rumore della folla e piano piano, gradino dopo gradino, si iniziava a vedere  il grande verde. Quando arrivavo in cima alle scale il fiato mi mancava per l’agitazione. ….

Buona (fine) domenica.

24 commenti leave one →
  1. Marta permalink
    17/10/2010 22:50

    Ormai non è più così , devi stare attento a tutto , più che un divertimento sta diventando una preoccupazione.

    P.s Mi unisco alle donne del “so cos’è il fuorigioco” e ti faccio le congratulazioni per il colore del post abbinato al pratino della prima foto.

  2. 17/10/2010 23:54

    Io allo stadio non ci vado mai perchè non sono tifosa della squadra della mia città. Che bello dev’essere poter vedere sempre la squadra che si tifa! Ci sono andata una volta in occasione di Palermo – Milan, e fu un miracolo perchè a nessuno dei miei amici piace andarci e ci andai con mio padre. Ancora non c’erano tutti questi controlli, ma dev’essere diventato qualcosa di incredibile. COmunque è paradossale che controllino tutto benissimo e poi “per magia” si vedano spranghe e cose del genere.

    • 18/10/2010 12:08

      Proprio ieri sera la Littizzetto parlava di questo..come mai a lei non fanno passare nemmeno un succo di frutta e poi come per magia vedi IVAN IL SERBO che ha spranghe, fumogeni e “chi più ne ha più ne metta”?

      • 18/10/2010 12:16

        Esatto. Io non so se hai letto o sentito la lettera di un papà genovese che aveva portato il figlio a veedre la partita l’altro giorno. Diceva proprio questo: il bambino l’avevano perquisito dalla testa ai piedi e poi però chi non doveva entrare è entrato. E’ paradossale!
        Comunque, tu sei romanista per caso?

        • 18/10/2010 12:19

          Quante assurdità..ma lo stadio è solo la trasposizione della condizione generale del nostro paese..purtroppo!!

          Comunque sì…romanista fino al midollo!!😀

      • 18/10/2010 12:22

        Bravissima, così mi piaci! Io sono milanista, però c’ho l’omo romanista (che poco ci manca e si fa mettere la residenza in curva sud) e so che cosa vuol dire ahahaha

        • 18/10/2010 12:26

          ahahahahaahahaha
          l’uomo da curva è un problemaccio….prima la Roma poi viene il resto!

      • 18/10/2010 12:33

        Eh sì, però col tempo sono riuscita a conquistarmi un posto allo stesso livello (o quasi) della Roma nella sua classifica personale. Ma comunque lo capisco, perchè ho la stessa passione anche io per il calcio e per la mia squadra. Però ci sono pure i lati negativi: doversi imparare l’inno della Roma perchè lui se lo mette come risponderia nel cellulare e risponde dopo sei anni in modo che te lo ascolti tutto (e ci può anche stare perchè adoro Venditti, e finchè è Venditti, transeat); doverti sorbire il suo muso e la sua depressione quando la Roma perde; dover pensare che abbia tendenze strane quando ti tesse le “spropositate” lodi di De Rossi… Insomma, questo è l’uomo da curva😛
        Poi c’è la donna milanista da “non curva” perchè non può andare allo stadio, ma che fa le stesse cose però all’inverso: inno del Milan, lodi di Kakà o un giocatore random del Milan, e depressione post sconfitta. Se eravamo della stessa squadra facevamo prima😛

  3. unspokenwords permalink
    18/10/2010 00:49

    A leggerti che parli di Roma… mi é venuta un po’ di nostalgia. Anni trascorsi tra il 2000 ed il 2009… mi piacerebbe tornarci… non so nemmeno come reagirei… forse ho un po’ di paura…

  4. unspokenwords permalink
    18/10/2010 00:52

    P.S.: Intuisco che probabilmente frequenti Stazione Birra. quanti concerti ho visto li… non era nemmeno molto lontano da casa mia (Tor Vergata-Ciampino/Morena 10 minuti di macchina)… che strano effetto…

  5. 18/10/2010 10:55

    Mio padre ascoltava le partite la domenica con la radiolina all’orecchio.
    Mio marito non amava il calcio.
    Baby G. 10 anni impazzisce. So dunque cos’è un “fuorigioco”, mi sciroppo tutte le partire alla televisione, e lo scorso campionato sono andata allo stadio…ammetto: fu una bella sensazione!

  6. 18/10/2010 11:46

    Per me il calcio esiste ogni 4 anni, per i mondiali. Le partite dell’Italia sono un’occasione in più per fare una grigliata, bere una birra ed imprecare insieme agli amici. Ed sentire di nuovo quella sensazione di “assoluto” che esiste solo in quei momenti, quando sai che TUTTI hanno gli occhi rivolti alla tv, quando in strada senti solo l’eco della telecronaca, in ogni via.
    Detto questo, io di calcio non ci capisco niente.

  7. 18/10/2010 12:12

    @solindue: ogni volta che vado allo stadio è come se fosse la prima…stessa sensazione che mi fa venire i brividi dall’emozione!

    @Grimilde: nel 2007 l’Italia ha giocato all’olimpico di Roma..sono andata a vederli (c’era pure la coppa dei mondiali!!) e non sai che festa!

    @unspoken: bhe se ti decidi a tornare faccelo sapere…Roma è una città che non si fa mai trovare impreparata ai ritorni di fiamma!! 😉

  8. 18/10/2010 12:48

    …che poi una si sente ipercontrollata e poi? Poi vedi gente che porta spranghe come bastoni da passeggio, fumogeni come candeline di buon compleanno, coRtelli come limette da unghie. Così, come se niente fosse. Un po’ di sospettuccio viene.

    • 18/10/2010 19:02

      A me è capitato una volta di trovarmi nei dintorni dello stadio il giorno prima di una partita e vedere dei ragazzi che infilavano la peggio roba nei cespugli adiacenti la struttura….cioè…evito i commenti!

  9. 18/10/2010 14:48

    Anch’io ricordo “la mia prima volta”, con mio padre in una di quelle bellissime domeniche da figlio di divorziati (le unichd volte che ho avuto tutto il tempo per noi 2), entrare allo stadio e vedere il prato verde, le maglie bianche e rosse della mia squadra, i cori del pubblico… ma quanto vorrei che tornassero i tempi delle squadre con 2 stranieri, dei numeri da 1 a 11, del vecchio stadio della mia città sempre strapieno e non di questo nuovo dove mettono i poster per far finta che siano gli spettatori…

    • 18/10/2010 19:19

      I poster??oddio..
      Bhe per fortuna a Roma si fa ancora a botte l’ultimo biglietto per andare allo stadio..spero di non arrivare mai al “piano poster”

  10. 18/10/2010 17:25

    io invece pensavo proprio ieri che la domenica negli ultimi anni mi fa non poco girare gli attributi. Per me la domenica è famiglia, e dal momento che sono lontana quelle 24 ore sembrano non passare mai…quindi evviva il lunedì…
    se solo potessi ritornare a quando avevo 5 anni!

  11. 19/10/2010 00:36

    Quanto è vero quello che scrivi! Ormai andare allo stadio è diventato un punto interrogativo, perchè anche se te ne stai buon buonino senza infastidire non sai mai quel che ti può capitare!

    E comunque anche io sono una fantica del calcio… Soprattutto della Nazionale, in verità, che seguo fin da bambina… Poi negli anni s’è messo anche l’amore per il Napoli (buffo, no? Avrebbero dovuto essere due amori nati in maniera invertita) ed un odio profondo per gli juventini!!! Ah, e conosco un sacco di cori da stadio…😀

  12. 19/10/2010 11:03

    anch’io patisco quando il mio compagno va allo stadio: lui è calmo e posato, ma io sto in ansia ugualmente. Amo vedere tutti gli sport ma, ormai, il calcio è una guerra!😦

  13. 19/10/2010 11:18

    Eh… anche io ero un’appassionata da adolescente… Purtroppo l’ho persa questa passione però mi ricordo quanto fosse capace di prendermi e catapultarmi in un altro mondo.
    Ricordo quando fuori allo stadio mi feci comprare la mia prima sciarpetta del Napoli da mio padre.
    Sinceramente, dopo tutto ciò che si vede negli stadi, non ti nascondo che sono contenta di avere solo ricordi.
    a presto

    Vale..

  14. 20/10/2010 11:15

    Il calcio non è solo una prerogativa maschile, conosco tante donne che se ne appassionano.
    Io però divento tifosa sfegatata solo per la nazionale e quest’anno purtroppo non m’ha dato motivo di gioire… e poi non capisco mai quando c’è un fuorigioco! ;P
    Il paradosso del calcio è che uno sport stra-popolare, giocato e diretto da stra-milionari, sarà anche per questo che tutte le trasmissioni sportive mi fanno solo sbadigliare😉
    grazie della visita

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