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Confessioni altamente idiote e momento serietà

02/06/2010

Prima di parlare di argomenti semiseri devo assolutamente fare delle confessioni altamente idiote e priva di senso e di logica:

Confessione n°1)  ”Ammettere di avere un problema è il primo passo per la cura” e ognuno di noi questo ragionamento deve averlo fatto almeno una volta nella vita. Bene, io non sono una strizzacervelli ma ho sempre fatto un’auocritica costruttiva nei miei confronti e stavolta devo ammettere che sto esagerando: so di avere un grosso problema e non so proprio come uscirne. Diciamo che è la mia (sana) droga. Vabbè sputo il rospo: non posso continuare a comprare smalti abbinati alle 817634 scarpe che ho nell’armadio!

Lo so.. continuo ad essere superficiale, ma da quando ho scoperto l’economia di KIKO e il maledetto mercato del giovedì, che ha delle scarpe ficherrime a 10euro, è la fine! Vi prego aiutatemi! Sto perdendo soldi e amicizie per stare dietro a quei mille colori. Ed ora che arriva l’estate e ritirerò fuori tutti i costumi non andrà meglio. AIUTO!

Confessione n°2)  Ebbene sì, anche il mio compleanno si avvicina!  Prima dovrei  giusto sopravvivere a questa settimana di autonomia (ieri sono andata a fare la spesa, sembravo quasi una persona seria mentre compravo cibo genuino) dare  3 esami,  e cercare di eliminare questo biancume che ormai mi caratterizza per 9mesi l’anno…ma che ci vuole ad arrivare a luglio??  Così, da brava precisina, ho iniziato a pensare alle ipotesi di festeggiamento e, soprattutto, a pressare tutti (amici, parenti e conoscenti) su degli ipotetici regali, ovvero:

– un bellissimo e coccolo Beagle

-Fumetto di ”la neve se ne frege” di Ligabue

-Permesso per svaligiare Accessories

-Viaggio prenotato per Amsterdam (è da 3 mesi che devo farlo ma non avendo soldi e certezze universitarie è un bel problema)

-Portatile

-Abbigliamento direttamente dalla boutique di Agatha Ruiz De La Prada (se non la conoscete non potete non amarla..mille colori!!!)

…..della serie ”regalucci”, ma io punto sempre troppo in alto. Ovviamente tutto questo progetto sarà attuato solamente se l’università mi toglierà le catene il 9 luglio con l’ultimo esame (e se li passo tutti e 3 pretendo una OLA umana degna di stadio).

Confessione n°3) Della serie ”quando il gatto non c’è i topi ballano”…ed io a ballare so troppo forte. Sempre con la precisione che mi caratterizza ho preparato questa settimana di anarchia da condividere col mondo intero:

MARTEDì: Fuori c’è il sole e io studio. Amanda ”casa e canna” e Veronaca ospiti a cena e portatrici di ben 2bottiglie di vino (ovviamente) finite.

MERCOLEDì: Fuori c’è il sole e io studio.Ritorno in gran stile dell’ ingegnera più indaffarata d’Italia..Tatjana (e la sua follia)

GIOVEDì: giornata ai fornelli stile-prova-del-cuoco e cena col ciccione

VENERDì: Fuori c’è il sole e io studio.attraversata di Roma per l’ultima lezione di t.o e….vabbè non parlo…dovessi portare male!

SABATO: Fuori c’è il sole e io studio. Cena con la commare, l’amica cecia e i loro scoopponi (micia compresa!).

DOMENICA: Pranzo a scrocco e fine della pacchia. Fuori c’è il sole e io studio

…non so se avete notato un fattore comune e costante nella settimana!!! palle!


Ok dopo le notizie bislacce passiamo ad un momento un po’ più serio, ma sempre personale.

Premetto: Per quanto posso (e possono) definirmi una casinara, un maschiaccio e la regina del rutto (so soddisfazioni..ahah) anche io ho un cuore e se tengo a qualcuno so dimostrarlo…a modo mio, ma con uno sforzo pur sempre apprezzabile.  Esempio lampante è la giornata di domani.    Domani è un giorno stupido, normale come tutti gli altri ma, per me,  carico di significao. Un significato che 2 anni fa è stato dato a tovalino perchè non sapevamo più come parlarne.       Due anni fa in tv mandavano l’ultima puntata di ”mai dire martedì”, io ero in Calabria a combattere con mia madre e i suoi mille lavori a casa e qualcuno era a Roma, ormai consapevole che non avrei mai potuto mantenere la promessa che gli avevo fatto mesi prima (quell’ultima puntata dovevamo vederla insieme!).     Sapevo che c’era in gioco molto quella sera e non solo uno stupido programma, sapevo che era l’unico modo che mi era rimasto per far capire che a quellla storia ci tenevo anche io con tutto il cuore, sapevo che dovevo tornare a Roma…e così è stato!  Non mi piace mentire, perchè per quanto posso esserne capace mi faccio prendere dai sensi di colpa e poi spiattello sempre tutto..ma quel giorno sono stata così brava che mi sarei autocandidata per l’Oscar! Sono tornata a Roma in tempo per quella puntata, per lui, per noi…e da lì è cambiato tutto: non eravamo più due persone che per anni hanno vissuto due vite parallele e così maledettamente vicine, ora eravamo ”noi” e nessuno poteva più farci fare marcia indietro.

Tanto per la cronaca: quella sera la puntata non è andata più in onda, ma poco importava…a Roma avevo trovato molto di più!

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