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La neve se ne frega – Luciano Ligabue

16/05/2010

Lo ammetto. Come molti altri ho intrapreso la lettura molto scettica verso questo libro che già mi era stato etichettato come un ”clone 1984”. Effettivamente si nota subito che ci troviamo in un mondo manipolato dalla nascita alla morte da un progetto troppo grande per essere distorto. Ma se in 1984 troviamo un mondo che vive nella paura, nella dittatura e nella mancanza di fiducia vero il prossimo, qui la realtà è meno cattiva (ma comunque macabra) di quello che si poteva pensare. Regna la pace sulla Terra del 2166 grazie al ”Piano Vidor”; questo progetto nasce con l’intento di creare l’umanità perfetta, che non risenta di nulla sia nel corpo che nella mente: si nasce anziani in modo tale da vivere una gioventù comunque limitata in un corpo poco atletico ed una vecchiaia matura consapevole e in piena forma fisica. Nel momento in cui il piano ha pensato a darti la vita, ti ha anche dato il resto: una casa, un lavoro, degli abiti, un certo numero di adulteri (che ,sempre secondo il piano, fanno bene alla coppia ed alla sua armonia) e, soprattutto, un compagno di vita che ti seguirà fino alla tua morte..all’anno 0. Dovevi rispettare delle semplice regole e il piano ricambiava dandoti dei diritti che ti tutelano come essere umano (infrangi le regole e cade il diritto ai diritti che rende l’uomo ”libero”).

Nasce così Sogno DiFo 79orcu39%se Natura…nel suo nome c’è tutta la sua vita, compreso quello di Natura, la sua amata metà che avrebbe amato fino alla morte anche se non fosse esistito il piano. Erano già innamorati l’uno dell’altra prima di conoscersi, si sono visti, indicati ed hanno iniziato a ridere consapevoli che non avrebbero più smesso. Si amano talmente tanto che vorrebbero anche evitare anche i tradimenti..ma se il progetto li ha messi nella loro vita è ”per il bene di tutti”. Così vanno avanti, vivono la loro vita, anche se a DiFo va un po’ stretta; a causa, infatti del suo dissenso e della sua incapacità di seguire la 10regole fondamentali del piano, si ritroverà spesso a fare i conti con isolamenti, ammonizioni ed umiliazioni. Non capiva tante cose, ma stava zitto ed andava avanti, facendo finta di essersi abituato agli adulteri, cercando di dimenticare i suoi e rimanendo fedele ai suoi amici di sempre…fino a quando, come un fulmine a ciel sereno, qualcosa di troppo grosso entra nella vita sua e di Natura..qualcosa di talmente grosso che nemmeno il piano era riuscito a controllare. Qualcosa che, grazie alla neve, riesce a far sorridere e sperare i nostri innamorati per ancora un po’.


[…A dirla tutta, una cosa è cambiata in questi quindici anni. Il vostro punto di vista. Avete guardato ogni cosa con occhi diversi. Avete ricomposto mentalmente le opere a stralci con i pezzi mancanti. Sì, una cosa è cambiata: tutto.]

Purtroppo il dejavù c’è stato, anche se minimo. C’è anche da dire che non è che sia scritto poi così bene ma Liga, tranquillo, ti è concesso tutto!

Come ultima riflessione, vorrei soffermarmi su i due aspetti secondo me più importanti:

La neve, che entra in gioco tardi in questa storia futurista/romantica, ma ti fa capire che, per quanto un giorno potranno manipolare tutto di te (anche che abiti metterti) , ci sarà sempre una via di fuga, anche la più inaspettata,o un segnale pronto a sbatterti in faccia la realtà e a farti combattere per quello in cui realmente credi.

[..Ricorda gli effetti delle stagioni. Tutte. Tutte le sfumature si sole. Tutte le sfumature di ombra. La neve. Prova a spiegargli la neve che copre dalle orecchie e dagli occhi morbosi. Fagli sapere che lui è sotto la neve. Dove nessuno lo può scrutare, analizzare. Parlagli di noi. Ricordati del nostro primo incontro appena nati. Fai ridere un po’ anche lui..]

L’amore, quel sentimento che Liga ci ha insegnato ad apprezzare, condividere, rispettare e a goderne fino all’ultimo respiro già nelle sue canzoni. Ci insegna a credere e a combattere per quell’amore infinito, folle, forte, disperato, carico di passione, felice e intenso che ognuno di noi almeno una volta nella vita vorrebbe provate e che (a mio parere) mai vorrebbe lasciar andare via.

Liga docet.. L’AMORE CONTA!


[”Non hai paura che possa non esserci niente, dopo?”

ancora con il dito sottolineo ”no”. se sei più segnata dalle mie risposte. Forse anche dalla decisione con cui ho tracciato la riga. Ti trema il labbro sotto.

”quindi non ti spaventa che ci separiamo’?”

Ora traccio un quadrato intorno al ”no”. Mi guardi incredula, indignata.

”mi stai dicendo che non ti preoccupa lasciarmi da sola?” questo l’hai detto usando la voce a volume per cui in tanti si sono voltati.

”solo un po’ …….vado solo ad aspettarti per la prossima vita!!”

..il tuo pianto si trasforma presto in riso. Mi indichi col dito come la prima volta che mi hai visto, settantotto anni fa. Ora le lacrime sono di un’altra origine]

PS: ho scoperto qualche giorno fa che è uscita anche la versione fumetto della paninicomics…direi di approfittarne!!!

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