Da grande farò il TERAPISTA OCCUPAZIONALE
Settimana destabilizzante per la principessa di rude del web!
Dopo essere diventata a tutti gli effetti una laureanda (ebbene sì, ho ufficialmente iniziato la tesi ed ora scorrazzo con la mia bella divisa bianca per il reparto di ematologia!) ed un’assidua frequentatrice della palestra “fa diventare anche il tuo culo di marmo entro luglio!” ha pensato d’incasinare la sua vita fatta di orari assurdi, esami e pseudo-pubbliche relazioni un pochino di più: non contenta della sua media conoscenza dell’informatica e della lingua spagnola, ha pensato bene di prendere la patente europea d’informatica e di approfondire la conoscenza della lingua più simpatica del mondo (sì, è simpatica.. va bene?). Ovviamente in tutto ciò ci siete voi e non è che si può sparire, quindi adotterò il metodo “calma mamma dall’estero” (se non si fosse capito la uso quando viaggio, cioè poco, e quindi non voglio perdere tempo a spiegare a mia madre che faccio pasti regolari e non prendo caramelle dagli sconosciuti) .
Ma torniamo al principio: la tesi. Dopo tanto tribolare ed un silenzio lungo quasi 2 anni circa la mia attività universitaria ho deciso di sputare il rospo. La principessa si toglie la corona (e posa la birra) ed indossa il cartellino per ilustrarvi,con parole rubate da gente più saggia di lei, cosa vorrebbe fare da grande (o dopo novembre.. chi vivrà vedrà): LA TERAPISTA OCCUPAZIONALE!
La Terapia Occupazionale è una disciplina riabilitativa che si occupa di apprendimento, riapprendimento e mantenimento delle abilità motorie, processuali e sociali necessarie per lo svolgimento delle attività che la persona deve o vuole svolgere, intendendo le abilità come caratteristiche personali che permettono le performance.
Avete capito? Conoscevate questa figura? Se avete risposto NO ad almeno una delle due domandecontinua a leggere le parole di quella mia povera co-relatrice che si sta subedotutte le mie paturnie.
La terapia occupazionale è una professione sanitaria dell’area riabilitativa che forma i suoi membri nei corsi di laurea triennale offerti dalla Facoltà di Medicina di diverse università italiane. La parola OCCUPAZIONALE si riferisce alle molteplici occupazioni della via dell’uomo. Le OCCUPAZIONI sono compiti finalizzati che hanno importanza per chi le svolge, sono fondamentali per costruire l’identità e la vita di un individuo. Occupano le tre sfere della vita: cura del sé, lavoro/studio, hobby/gioco. L’equilibrio tra le tre sfere determina l benessere della persona e dipende dal tempo dedicato a ciascuna area. Le malattie e le disabilità compromettono questo equilibrio perché interrompono la normalità della via quotidiana. I Terapisti occupazionale aiutano le persone a ritrovare la possibilità di partecipare alle attività desiderate, permettendo di migliorare la condizione di malattia e la qualità della vita con il “semplice” fare quotidiano. La terapia occupazionale permette di lavorare con la persona perché possa essere protagonista del proprio benessere!
In parole povere ve la spiego io, dal profondo della mia ignoranza. Pensate alla vostra vita, la vostra giornata tipo. ora pensate alla cosa più bella che fate alla quale non rinuncereste per nulla (va bene anche il sesso!!). Bene ora immaginate di non poterla più fare a causa di uan malattia o disabilità. La TO interviene qui, proprio quando uno penserebbe di non poter più tornare alla sua vita autonoma. Attraverso n progetto basato sulla persona, l’educazione verso il deficit, la scelta di ausili e tanto altro ancora la terapia occupazionale accompagna la persona a riprendersi la sua vita imparando a convivere con la malattia. Perchè l’importante non è sapere cosa non si può più fare, l’importante è vedere ciò che ancora si è in grado di fare!
Il medico mi ha salvato la vita, il terapista occupazionale ha fatto si che valesse la pena viverla
Lacrima facile
Ho una recensione in fase di correzione e metà articolo pronto per essere pubblicato qui. E chissenefrega non ce lo metto? Sì ci sta bene.. ma volevo solo dirvi che tutto ciò rimarrà come bozza ancora per un po’ perchè oggi vi parlo d’atro.
Ho un problema da qualche tempo che pensavo di aver risolto da tempo: la lacrima facile!
Sono sempre stata una romanticona dall’occhio perennemente lucido, ma dopo la mia passata relazione finita in modo alquanto tragicomico pensavo di aver esaurito tutti i liquidi all’interno del mio corpo (ragionamento sensatissimo per una che studia nel campo medico.. vergogna Effe, vergogna!). Per qualche anno infatti ho vissuto di rendita, trasformandomi nell’Iron Lady de borgata senza capire che in realtà i stavo solo ricaricando, come le batterie. Ed ora rasento lo schifo, insultandomi per la donna che sono diventata: una piagnucolona da love story e cofana di gelato anti-depressivo. Non ci credete? per farvi un’idea vi racconto l’ultima settimana.
Mercoledì 11.secondo giorno di tirocinio in clinica ematologica, più precisamente nella sala ricreativa dei bambini. C’è un via vai pazzesco e molte volte mi dimentico con chi ho a che fare, così gioco e seguo i bambini come se nulla fosse; faccio il mio lavoro, attraverso il gioco osservo i bambini e comunico con loro riguardo paure perplessità e desideri di “normalità”. Tutta questa professionalità s’interrompe quando arriva una bimbetta di 4 anni: impietrita la guardo ed inizio a ragionare su quanto quello scricciolo dai capelli corti mi somigliasse. La giornata prosegue normale, ma quando la sera entro nel letto alla ricerca del sonno perduto inizio a piangere a dirotto! I miei occhi si sono involontariamente riempiti di lacrime ed io non potevo farci nulla.
Ieri. Dopo 18 ore di assenza da casa, decido di tornare verso mezzanotte sperando di trovare la family in piena fase rem per non disturbare. Come volevasi dimostrare trovo mia madre in sala concentratissima a vedere “Amore & altri rimedi”.
Cercando di avere un breve dialogo con la donna che 22 anni fa ha preferito me piuttosto che vedersi un film e spinta dalla curiosità verso la trama mi fondo con la poltrona. In pratica il film si basa sulla storia di sesso prima d’amore poi tra il fichissimo Jake Gyllenhaal, informatore farmaceutico, e la folle artista Anne Hathaway, giovane parkinsoniana. Dato che la mia prima ipotesi per la tesi era appunto il sesso nel disabile (e quindi la terapia per l’autonomia che si può applicare in questo campo) volevo vedere come Hollywood potesse affrontare la disabilità. Peccato che tutto questo impegno è andato a farsi fottere dopo 20 minuti, momento in cui ho iniziato a piangere insieme alla bravissima Anne (e,secondo me, anche insieme a mia madre). Giusto per farvi capire il livello di sdolcinatezza si lascio con una citazione presa dal film (dialogo finale, parla il superficoinnamorato)
“Io sono un grande stronzo….anzi no, sono consapevolmente un grande stronzo, perchè non mi è mai importato di niente e di nessuno in tutta la mia vita e la verità è che più o meno tutti l’hanno accettato…sai è così…è Jamie….e poi tu…Dio….tu! Tu non hai mai pensato questo di me. Io non ho mai conosciuto nessuno che pensasse davvero che io volessi qualcosa, finchè non ho incontrato te…e allora l’hai fatto credere a me, perciò sfortunatamente io ho bisogno di te e tu hai bisogno di me!”
Oggi. Come avrete capito (spero per voi perche non vi dirò molto di più per i prossimi mesi) la mia tesi si svolge nel reparto pediatrico di ematologia e, per chi passa da qui già da un po’, avrà capito che questo è il mio ennesimo modo per ricambiare con la stessa moneta chi più di 15 anni fa ha aiutato me e la mia famiglia. Proprio per questo motivo a mia madre è venuta in mente la brillante idea di darmi di nascosto il diario che mio padre scrisse nei 40 giorni del mio ricovero. Questo libro nero gentilmente lascatomi sul letto mi osserva da stamattina e, dopo un’ora di richiama, ha catturato la mia attenzione. Inutile dire che alla terza pagina l’ho chiuso a causa dei goccioloni di dimensioni inaudite che uscivano senza controllo dai miei occhi! Una scarica di emozioni mi ha completamente bloccata a pagina 3 e non penso che riuscirò mai a continuare per altre 70.
Dicono che il primo passo per affrontare un problema è ammettere che questo ci sia… speriamo bene, perchè io mi son rotta di avere gli occhi gonfi come una ranocchia (ok FarNOCCHIA.. ma a tutto c’è un limite)!
L’amore è come le montagne russe..
.. a volte mi metto a filosofeggiare sui massimi concetti difendendo in tutti i modi l’amore e la sua purezza con gli occhi a cuoricino che palpitano di passione, per poi scivolare sul materialismo dovuto dall’innamoramento facile!
Per esempio, qualche giorno fa, a casa TANTOPERCANTARE, mi ritrovo spiazzata (ed in fase di meditazione per una mezz’oretta) davanti a questa domanda (la prima seria del nuovo anno):
L’amore vero crea una tregua dalla morte?
Partendo da questa impegnativa e filosofica domanda sforno un commento memorabile per il mio ego che qui cercherò di riproporre.
Per come la vedo io, amore e morte sono sorelle dello stesso padre (e per una volta tanto “pater certo est!) (oddio, ma si dirà così?anni di latino totalmente rimossi.che tristezza): il destino!
Ti colpiscono alle spalle quando meno te l’aspetti, ti fanno tremare, piangere e non riuscire più a razionalizzare. Viaggiano in parallelo e a volte , nei momenti più emozionanti della nostra vita, si incontrano: quando arriva l’amore, quello vero e potente, si è sopraffatti da un cocktail micidiale di emozioni tale da portare il tuo cuore a ritmi non sostenibili. In pratica ci si sente morire d’amore.. quella stessa sensazione che si ha quando l’amore alza i tacchi se ne va, in qualsiasi modo lo si voglia interpretare.
Per quanto si possa essere grandi sostenitori del”per sempre” dobbiamo renderci conto che prima o poi l’amore finisce e molte volte non per volontà nostra; si va avanti, è vero.. ma quella fitta tremenda, che frantuma il cuore e che ti fa desiderare solo la morte, non te la leva nessuno! Fin qui queste due sorelle sembrano destinate a essere sempre presenti una nella vita dell’altra, ma la verità è che non è assolutamente vero. Quando si ama (davvero) si è talmente instupiditi che non si pensa a nulla, figuriamoci alla morte! Si fa l’inimmaginabile per vivere l’amore nel modo più profondo ed intenso, allontanando dalla mente e dal corpo qualunque pensiero negativo. Ma la grande differenza nella vita di ognuno di noi (anche la mia, per quanto possa fare la dura) è che l’amore la cerchiamo ogni dannato giorno della nostra vita.. è questo quello che conta!
Bello vero? giuro che è tutta farina nel mio sacco ed è questo che forse mi sconvolge ancora di più. Come può una che ha appena scritto l’elogio all’amore più bello del 2012 (6 giorni di gloria mi possono bastare) rovinare tutto con qualche scappatella da innamoramento facile molto materialista?
- Come ho detto al Secchione che, con fare perplesso, mi ha fulminata mi innamoro di un ragazzo e di un’auto ogni 3 anni (manca un rutto alla fine della frase e potrei essere scambiata per uomo): dopo aver sbavato sulla nuova micra per un po’ ora tocca alla nuova audi A1 ! un gioiellino per la quale potrei anche optare per la prostituzione (mauauau.. bella questa) .
- A maggio, come vi ho già accennato e come ho già ripetuto a chi mi conosce almeno 16491volte, ho un matrimonio (non sono ripetitiva, è solo che in famiglia mia non si sposa mai nessuno quindi questi eventi fichissimi mi sconvolgono eccessivamente) .
Il solo pensiero di potermi mettere un vestito fichissimo, tacco, truccarmi come per un set fotografico e farmi dei capelli da urlo mi rende totalmente idiota. Se però razionalizzo che il matrimonio non sarà in Italia e che, priva di parrucchiere e trucco professionale, dovrò vestirmi come per andare al Polo inizio ad entrare nel panico. Per fortuna sono arrivati i saldi a salvarmi! Ieri ho fatto un giro, senza avvicinarmi troppo alle vie del centro (che mi è stato detto essere piene di pazze isteriche dalla strisciata facile), senza molto successo…… però… mi sono innamorata di questa stupenda Pochette di Michael Kors (la foto fa cagarissimo e non le rende giustizia) e di queste stupende parigine, diventate mie dopo una buona dose di occhi dolci a mio padre (la pochette è rimasta lì.. con quella nemmeno ho accennato a qualche tattica se no papino dolce mi faceva un occhio nero) (tanto finirà che userò i miei risparmi per quella maledettissima wallet per rimanere in mutande al matrimonio.. quando si dice che ”una borsa veste una dona”) - L’oculista mi ha detto che mi si è abbassata la vista e che devo cambiare lenti. Questa frase nel mio cervello è stata elaborata come “OCCHIALI NUOVI”. Sono molto indecisa tra questi, questi Prada, questi (rossi sono uno spettacolo) e questi Gucci; penso che opterò per i più economici.
Non tutti giustificheranno quest’ultima parte, ma che posso farci: I’m a material girl! (lasciatemi sognare)
Buoni propositi.
Basta con la pace nel mondo e tanta serenità! Ti auguro di non fare un cazzo e guadagnare tanto. Di fare sesso tutte le volte che vuoi, con chi vuoi e che ti piaccia tanto. Di vincere la lotteria con un biglietto che hai fregato a qualche stronzo. E le che cose peggiori che hai pensato per chi ti sta sulle palle si avverino. Buon anno!
Questo è il primo messaggio del 2012
salvato sul mio cellulare! Quando, l’altra sera, ho sentito la borsetta paiettosa vibrare non ho fatto molto caso al profondo contenuto del SMS, perchè troppo concentrata a non far cadere il mio cosmopolitan sulle note di Gigi D’agostino. Ieri, una volta ripresa da quella giornata infinita che è il 31, rileggevo i messaggi ricevuti ed inviati sotto l’effetto dell’alcool ed è stato in quel momento che ho capito: basta liste impossibili, false speranze e sogni nel cassetto! La crisi è nella mia borsa come nella testa.. quindi, razionalizziamo e tiriamo giù una fattibile* lista dei buoni propositi.
- Laurearmi entro novembre, cercando di incazzarmi il meno possibile nel tragitto.
- Continuare ad andare in palestra per poter continuare a mangiare come una bestia a ZERO sensi di colpa.
- Armare la bicicletta di lanciafiamme per poter affrontare il traffico romano a costo zero (in culo alla benzina).
- Spendere i miei risparmi in viaggi; ho appurato che tenerli per un futuro remoto e lontano che solo io ho idealizzato (figuriamoci gli altri) è una gran perdita di tempo.
- Riprendere la vita sociale.
- Fare le poste sotto casa di Luca Argentero (ho scoperto che abita a 20metri da casa di mai nonna…che faccio, sto ferma?NE-GA-TIVO)
- Andare avanti a birra, panini e parolacce agli europei.

- Tornare a casa con un cane. La tattica occhi dolci durata due anni non ha portato i frutti desiderati.
- Iscrivermi ad un corso di cucina per diventare regina indiscussa ai fornelli.
- Vaffanculizzare il prossimo quando l’occasione lo richiede senza il minimo pudore.
- Ricominciare a scaricare film e boicottare i multisala che, oltre a farmi pagare un botto, mi obbligano a vedere 35 minuti di pubblicità prima e durante il film.
- Sorridere fin quando non mi si addormenta la mascella.
- Inserire la macchinetta fotografica negli oggetti essenziali che non devono mai mancare nella mia borsa.
- Modificare, seguire in modo più costante e fare una follia con questo blog.
*. Venogono considerate come fattibili anche: inalare elio prima di esporre la tesi, svaligiare Sephora, volare, perdere soldi e dignità a Las Vegas, cantare con Lady Gaga, diventare una blogger famosa e venerata senza dover per forza diventare fashionvictimdestaceppa, regalare una Ferrari al Secchione e farmi sposare sotto l’ala protettrice di Enzo Miccio.
…. ecco, devo sempre esagerare!
Influenzata. (questo post vi contagerà!)
Per essere un’influenza intestinale è stata anche buona… mi ha lasciata abbuffare sia alla vigilia (rigorosamente tutto pesce) che a Natale eliminando ogni senso di colpa il 26 mattina! Per evitare dettagli vi dico solo che ho perso 1 kg rispetto l’inizio delle feste. -.-” Ma la fortuna non è finita qui; in questi giorni di “no non ci sono, non posso uscire, non posso mangiare..addio mondo io vado al cesso” ho potuto fare un sacco di cose:
- Ho preparato la lista dei regali ricevuti da vendere immediatamente su ebay (lo so sono perfida.. ma preferisco ”donare” a chi apprezza piuttosto che fare una busta e buttarla nell’angolo orto di casa).
- Ho letto un libro, esattamente “Ci si mette una vita” di Federico Russo; bello, profondo ed emozionante come mai mi sarei aspettata.
- Iniziato a capire qualcosa della tesi ma che non vi svelerò perchè sono troppo scaramantica.
- Ho finalmente visto l’ultima puntata dello spettacolo di Fiorello (#ilpiùgrandespettacolodopoilweekend), gustndomi il magnifico Benigni.
- Ho sistemato la camera dall’invasione di mia cugina (Una vipera bellissima di 6 anni..quasi 7, come dice lei).
- Ho avuto la mia giornata madre-figlia per le vie del centro, rischiando di farmi fare lo scontrino da GAP dalla persona più inaspettata.
- Ho stracciato mio fratello a carte (evento più unico che caro data la mia sfigaggine nei giochi natalizi!) e, col ricavato, ho iniziato a mettere i soldi da parte per il Kenya. Perchè proprio il Kenya? chiedetelo a La Pina!
- Ho forse deciso cosa mettermi a capodanno (ma dato che ma ciccia è momentaneamente scomparsa potrei cambiare idea facendomi stare vestiti improponibili).
- Ho visto tutti i cartoni Disney che la tv aveva da offrirmi.
- Ho scritto la prima recensione per CLAMM (ma per vederla dovrate aspettare ancora un po’).
In tutto questo non vedo il Secchione da 4 giorni, i miei amici sono partiti per Amsterdam e non mi riporteranno una cippalippa, sono uscite le date degli esami di Gennaio e qui inizia a fare davvero troppo freddo. Detto ciò vado a vedere in che condizioni è la pizza rustica che ho nel forno (ritenetevi complici del delitto se la trovo bruciata).









